Guida aggiornata al 30 ottobre 2026

Accisa mobile: come funziona e cosa cambia sul diesel

L'accisa mobile permette di utilizzare il maggiore gettito IVA generato dai rincari del petrolio per ridurre temporaneamente la tassazione dei carburanti. Non è automatica e non garantisce uno sconto fisso: prodotti, importi e durata vengono stabiliti di volta in volta con decreto.

Il decreto MEF–MASE del 27 ottobre riduce l'accisa sul diesel dal 28 ottobre al 7 novembre 2026. Il beneficio fiscale teorico è di 4,88 centesimi al litro IVA inclusa, a parità delle altre componenti del prezzo. Prima di fare affidamento su una misura temporanea, consulta il testo vigente nella Gazzetta Ufficiale.

Come funziona l'accisa mobile

  1. Confronto sul greggio. Si confronta il prezzo internazionale medio del petrolio nel mese precedente, espresso in euro, con il valore di riferimento dell'ultimo DEF o della relativa Nota di aggiornamento.
  2. Verifica delle risorse. Il MEF accerta il maggiore gettito IVA attribuibile alle variazioni del prezzo del greggio, tenendo conto anche di eventuali diminuzioni registrate nel bimestre precedente.
  3. Scelta politica. MEF e Ministero dell'Ambiente possono emanare un decreto che seleziona i carburanti, il taglio per unità e il periodo di applicazione.
  4. Limiti. La misura non deve creare nuovi oneri netti per il bilancio e deve rispettare i livelli minimi di accisa previsti dalle regole europee.

Qual è la formula dell'accisa mobile?

La legge stabilisce il requisito e il limite finanziario, ma non contiene una formula che trasformi direttamente una certa percentuale di rincaro del petrolio in uno sconto al distributore. Sono utili due formule semplificate.

Effetto teorico sul prezzo al litro taglio dell'accisa × (1 + aliquota IVA)

Con IVA al 22%, un taglio dell'accisa di 14 centesimi produce quindi un effetto teorico di 0,14 × 1,22 = 0,1708 euro al litro.

Costo pubblico indicativo litri agevolati × taglio dell'accisa × 1,22

Il calcolo ufficiale è più articolato: considera IVA detraibile per le imprese, consumi previsti, rimborsi e crediti d'imposta, effetti sulle altre imposte e profili temporali del gettito.

Che impatto ha l'accisa mobile sulla benzina?

Il meccanismo può essere applicato anche alla benzina, ma non impone di trattare benzina e diesel nello stesso modo. Ogni decreto può concentrarsi su un solo prodotto o distribuire le risorse tra più carburanti. Il provvedimento del Governo stabilisce quindi di volta in volta se la benzina è compresa, l'entità del taglio e la sua durata.

Effetto teorico di possibili tagli dell'accisa, IVA al 22% inclusa
Taglio accisaEffetto teorico alla pompa
5 cent/litro6,10 cent/litro
10 cent/litro12,20 cent/litro
14 cent/litro17,08 cent/litro
20 cent/litro24,40 cent/litro

L'effetto è teorico: nello stesso periodo il prezzo industriale, le quotazioni dei prodotti raffinati, il cambio euro-dollaro e i margini della rete possono muoversi e compensare in parte il vantaggio fiscale.

Quali sono le aliquote temporanee del gasolio nell'autunno 2026?

L'articolo 1 del decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162 ha fissato l'accisa sul gasolio usato come carburante a 572,90 euro per 1.000 litri dal 18 al 25 settembre 2026 e a 622,90 euro per 1.000 litri dal 26 settembre al 5 ottobre 2026. Per HVO e biodiesel che rispettano le condizioni indicate dal decreto, la misura di 572,90 euro per 1.000 litri valeva solo dal 18 al 25 settembre. Il provvedimento riguarda il gasolio, non la benzina, e non va confuso con un'attivazione automatica dell'accisa mobile.

Cosa cambia dal 28 ottobre al 7 novembre?

Dopo la fine della precedente riduzione il 5 ottobre, dal 6 al 27 ottobre il riferimento era l'aliquota ordinaria di 672,90 euro per 1.000 litri, documentata nel dossier della Camera sul DL 162/2026. Il decreto MEF–MASE del 27 ottobre 2026, articolo 1 fissa invece l'accisa sul gasolio a 632,90 euro per 1.000 litri dal 28 ottobre al 7 novembre 2026. Questa misura non riguarda la benzina.

Riduzione fiscale teorica rispetto all'aliquota ordinaria (0,6729 − 0,6329) × 1,22 = 0,0488 euro al litro

Sono 4,88 centesimi al litro, IVA al 22% inclusa: su 50 litri l'effetto teorico è di 2,44 euro, a parità di tutte le altre componenti. Questo calcolo descrive la riduzione delle imposte, non un calo osservato o garantito in ogni distributore. Quotazioni del gasolio raffinato, cambio, logistica e margini possono cambiare nello stesso periodo e attenuare o amplificare la differenza.

Il 7 novembre è la scadenza del taglio. In assenza di nuovi provvedimenti, dall'8 novembre torna l'aliquota ordinaria. Un'ulteriore riduzione richiede un provvedimento che ne definisca importo, prodotti e durata. Per decidere dove fare rifornimento, confronta i prezzi comunicati dai singoli impianti e la loro data di aggiornamento. Apri la mappa dei distributori.

Come era finanziata la proroga fino al 5 settembre?

Dal 27 agosto al 5 settembre 2026 l'accisa sul gasolio era fissata a 532,90 euro per 1.000 litri. Per finanziare quella proroga, il decreto-legge 26 agosto 2026, n. 153 usa un meccanismo diverso dal solo extragettito IVA previsto per l'accisa mobile: impone un versamento anticipato ad alcuni grandi gruppi energetici.

Non è un prestito volontario. Sono interessate le società capogruppo tenute al bilancio consolidato, con ricavi consolidati superiori a 20 miliardi di euro e attività nel settore energetico. Entro il 30 novembre devono versare un importo pari al 39% delle ritenute e imposte sostitutive che sarebbero dovute sui dividendi deliberati ma pagati in un esercizio successivo.

Schema semplificato anticipo allo Stato ora → credito d'imposta di pari importo quando i dividendi sono pagati

Quando i dividendi vengono effettivamente corrisposti, l'impresa usa il credito per ridurre le imposte dovute su quella distribuzione. Se rimane una quota inutilizzata, può compensarla con altri tributi oppure chiederne il rimborso. Per lo Stato è quindi una disponibilità di cassa immediata; per le imprese non è, in linea di principio, un costo definitivo. Quella misura riguardava il gasolio, HVO e biodiesel nelle condizioni previste dal decreto, non la benzina.

Domande frequenti sull'accisa mobile

L'accisa mobile scatta automaticamente quando sale il petrolio?

No. Il superamento del valore di riferimento abilita il meccanismo, ma servono l'accertamento dell'extragettito e un decreto interministeriale.

Esiste ancora la soglia minima del 2%?

No. La soglia del 2% prevista dalla disciplina originaria è stata eliminata. Resta il confronto tra la media del mese precedente e il valore programmatico di riferimento.

Lo sconto fiscale arriva sempre interamente alla pompa?

La riduzione fiscale è calcolabile, ma il prezzo esposto può cambiare contemporaneamente per quotazioni, logistica e margini. Per questo lo sconto osservato può non coincidere esattamente con quello teorico.

Per quanto tempo può durare?

Non esiste una durata fissa. Dipende dalle risorse disponibili, dai volumi attesi e da quanto stabilito nel singolo decreto.

Il versamento delle grandi energetiche è una nuova tassa?

No: il decreto lo configura come versamento anticipato delle imposte collegate a dividendi futuri. Alle imprese obbligate spetta un credito d'imposta dello stesso importo, utilizzabile quando i dividendi vengono effettivamente pagati; l'eventuale residuo è compensabile o rimborsabile.

Fonti normative e istituzionali